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Chioggia (VE)

Alla fine del Cinquecento il sistema difensivo realizzato dalla Serenissima Repubblica nel sud della laguna era basato su tre opere permanenti: due a copertura della bocca di porto di Chioggia (forte 'San Felice' e ottagono 'Caroman') ed una a sbarramento del fiume Brenta (forte 'San Michele'). Esso si mantenne inalterato fino agli ultimi anni del XVIII Secolo quando si dovette far fronte alla minaccia rappresentata dalla Francia rivoluzionaria. Le difese vennero così rapidamente potenziate con un trinceramento sul litorale adriatico, all'altezza del centro urbano clugiense, e con un ridotto a Brondolo, lungo il Brenta.
L'attenzione per il cosiddetto fronte terra si mantenne anche per tutto il breve periodo della prima dominazione austriaca (1798-1806). Il sistema di fortificazioni venne strutturato su tre linee, site all'incirca all'altezza del fiume Brenta, dell'isola di Chiodina e del litorale di Chioggia (o di Sottomarina)1.
I Francesi – succeduti agli Austriaci in conseguenza della pace di Presburgo (26 Dicembre 1805) – edificarono due teste di ponte a Cavanella d'Adige e al canale di Valle (quest'ultima doppia), e rinnovarono profondamente il ridotto di Brondolo trasformandolo in forte bastionato. Alla fine della loro presenza il sistema difensivo era strutturato sulle opere 'Sinistra di Brondolo' e 'Ca' Lino'; sulle batterie 'Chiesa', 'Diga del Brenta', Punta Duse' e 'Busiola'; sulle teste di ponte 'Madonna' e 'sul Brenta', sui trinceramenti 'Sottomarina' e 'Madonna'; sui forti 'Cavanella d'Adige', 'San Michele' e 'Brondolo'2.
L'impianto difensivo ereditato dai napoleonici si mantenne quasi inalterato anche negli anni della seconda dominazione austriaca. Una nuova opera ('Pentagono Nuovo') venne eretta alla foce del Brenta durante i moti del 1848-1849, per iniziativa del governo repubblicano. Al periodo della guerra con i Franco-piemontesi è invece riconducibile la batteria costiera eretta ai Murazzi.
Il Regno d'Italia – in conseguenza della posizione della linea del Brenta rispetto alle prevedibili direttrici di attacco nemiche – smobilitò numerose opere minori entro la fine dell'Ottocento. La difesa antinave restò limitata allo sbarramento della bocca di porto. Solo nei primi anni del nuovo secolo – all'interno degli stanziamenti previsti per la frontiera nord-orientale – venne realizzata una moderna batteria costiera con cannoni in barbetta ('Penzo'), posizionata sul litorale di Sottomarina3.
Ad eccezione ovviamente di quest'ultima, la maggior parte delle opere militari chioggiotte era obsoleta allo scoppio della Grande Guerra. A copertura dell'imbocco lagunare venne pertanto costituita una batteria temporanea armata con tre pezzi da 152/40 e posizionata nella batteria 'Sottomarina'. Forte 'San Felice' venne invece adibito a sede di postazioni contraeree/antisiluranti.
Finito il conflitto e ormai scomparso lo storico nemico sull'altra sponda dell'Adriatico, il territorio divenne settore secondario e – nel 1940 – era sede di sole batterie contraeree.
Dopo l'armistizio del 1943 i Tedeschi provvidero a fortificare il litorale con numerose opere in cemento. Anche i cinquecenteschi forti 'San Felice' e 'Brondolo' trovarono impiego nel sistema di difesa costiero, il primo come sede di armi contraeree e il secondo come caposaldo.

Sinteticamente, i punti fortificati – ancora esistenti o scomparsi – sono (da nord a sud):
Forte 'San Felice' (poi Batteria V.693) (già Fort S. Felice, F.P. 18) (Anno di costruzione: 1538-1543 ca.; Tipologia: forte bastionato a tracciato irregolare. Ridotto casamattato centrale; Armamento (1913): quattro cannoni da 120/40 + quattro cannoni da 57N + quattro mitragliatrici; Armamento (IGM): quattro cannoni c.a. da 102/35 + quattro cannoni c.a. da 37mm; Armamento (1942): quattro cannoni c.a. da 76/40; Località: Sottomarina; Stato di conservazione: mediocre; Proprietà: Demanio dello Stato, in uso al Ministero della Difesa; Modalità di accesso: non visitabile; Note: edificato sul sito occupato dal preesistente castello della Lupa (o della Lova), risalente alla fine del XIV Secolo. Rimaneggiato negli anni 1570-1574 e 1616-1620. Munito di blockhaus intorno agli anni 1860-64. Almeno dalla fine dell'Ottocento era adibito anche a stazione fotoelettrica. Presenti due piazzole risalenti alla Seconda Guerra Mondiale);
Batteria 'Sottomarina' (o Fortino ai Murazzi) (Anno di costruzione: 1859; Tipologia: batteria aperta con armamento principale in barbetta; Armamento (IGM): tre cannoni da 152/40; Località: Sottomarina; Stato di conservazione: buono; Uso attuale: giardino pubblico; Note: All'interno sono presenti tre bunker tedeschi);
Chioggia (già Stadt Chioggia, F.P. 17);
Trinceramento 'Sottomarina' (o Forte 'Sottomarina') (già Verschanzung Sotto Marina, F.P. 16) (Anno di costruzione: 1797 ca.; Tipologia: opera in terra a tracciato irregolare, con fronte di gola aperto. Perimetro parzialmente protetto da fossato o dal canale di Sottomarina; Località: Sottomarina, Campo Cannoni; Stato di conservazione: scomparso; Note: posizionato al confine meridionale dei murazzi, a chiusura di questi ultimi. Demolito in occasione della creazione del mercato ortofrutticolo);
Batteria 'Vincenzo Penzo' (Tipologia: batteria con armamento principale in barbetta. Due postazioni telemetriche sulle ali; Armamento (1913): sei obici da 280/L; Località: Sottomarina, Via Boschetto; Stato di conservazione: mediocre, ampiamente rimaneggiato; Proprietà: Demanio dello Stato; Uso attuale: sede di associazioni);
Testa di ponte 'Madonna Marina' (già Brückenkopf Madonna Marina, F.P. 14) (Anno di costruzione: prima dominazione austriaca; Tipologia: opera in terra a tracciato tenagliato, con fronte di gola aperto. Perimetro protetto da fossato o dal canale della Fossetta; Località: Sottomarina; Stato di conservazione: scomparso);
Ridotto 'Madonna Marina' (già Redoute 'Madonna Marina', F.P. 15) (Anno di costruzione: 1798-1801 ca.; Tipologia: opera in terra chiusa a tracciato rettangolare, munita di cavaliere. Perimetro protetto da fossato; Località: Sottomarina; Stato di conservazione: scomparso; Note: sorto come trinceramento intorno ad una chiesa dedicata alla Madonna, venne successivamente sottoposto a lavori di adeguamento. Demolito negli anni Cinquanta del Novecento per consentire l'edificazione della chiesa della Beata Vergine della Navicella);
Trinceramento 'Isola di Chiodina' (già Insel Chiodina, F.P. 13) (Anno di costruzione: prima dominazione austriaca; Stato di conservazione: scomparso);
Forte 'San Michele' (già Redoute S. Michele, F.P. 10) (Anno di costruzione: 1570-1574 ca.; Tipologia: opera chiusa a tracciato quadrangolare. Perimetro protetto da fossato. Blockhaus centrale; Località: Brondolo; Note: almeno dai primi anni del Novecento era adibito a polveriera alla prova);
Cao Cembalo (già Abschluss Cao Cembalo, F.P. 9) (Stato di conservazione: scomparso);
Ridotto 'Brondolo' (già Redoute de Brondolo) (Anno di costruzione: 1797; Località: Brondolo; Stato di conservazione: scomparso; Note: demolito in occasione della costruzione dell'omonimo forte napoleonico);
Forte 'Brondolo' (già Fort Brondolo, F.P. 11) (Anno di costruzione: 1809-1814 ca.; Tipologia: forte appartenente al sistema bastionato. Tracciato quadrangolare irregolare, con tre fronti bastionati. Perimetro protetto da fossato o dal canale della Fossetta. Ridotto centrale composito; Armamento (1908): dieci cannoni da 120B + quattro obici da 210 + quattro obici da 149; Armamento (1913): sei cannoni da 149G + sei cannoni da 87 + quattro mitragliere; Località: Brondolo; Stato di conservazione: scomparso; Note: edificato sul sito precedentemente presidiato da un ridotto di origine veneziana, risalente al 1797. Munito di ridotto circolare nel 1833 e di ridotto casamattato lineare intorno al 1860-1864. Negli stessi anni venne scavato un fossato acqueo interno. Demolito nel secondo dopoguerra a seguito dei lavori per la realizzazione del mercato ortofrutticolo e della statale Romea);
Ridotto 'Lombardo' (già Redoute Lombardo, F.P. 12) (Stato di conservazione: scomparso);
Batteria 'Gorzon' (già Verschanzung Gorzon, F.P. 8) (Anno di costruzione: prima dominazione austriaca; Stato di conservazione: scomparsa);
Testa di Ponte 'Canal di Valle' (già Tête du Pont sul Brenta) (già Brückenkopf Canal di Valle, F.P. 6-7) (Anno di costruzione: periodo Regno Italico; Stato di conservazione: scomparsa);
Batteria 'Punta Duse' (già Batterie Punta Duse, F.P. 5) (Anno di costruzione: prima dominazione austriaca; Stato di conservazione: scomparsa);
Batteria 'Busiola' (già Batterie de Ponte Busiola) (già Batterie Bussola, F.P. 4) (Anno di costruzione: prima dominazione austriaca; Stato di conservazione: scomparsa);
Ridotto 'Ca' Naccari' (già Redoute Ca' Naccari, F.P. 3) (Stato di conservazione: scomparso);
Ridotto 'Ca' Lino alla Brenta' (già Redoute de Ca' Lazzari/Ca' Lino) (già Redoute Ca' Lino alla Brenta, F.P. 2b) (Anno di costruzione: prima dominazione austriaca; Stato di conservazione: scomparso);
Ridotto 'Ca' Lino al Mare' (già Redoute de Ca' Lazzari/Ca' Lino) (già Redoute Ca' Lino al Mare, F.P. 2a) (Anno di costruzione: prima dominazione austriaca; Stato di conservazione: scomparso);
Forte di 'Cavanella (Anno di costruzione: periodo Regno Italico; Tipologia: opera appartenente al sistema bastionato; Località: Cavanella d'Adige, via del Bosco; Stato di conservazione: scomparso).

Per quanto riguarda le altre strutture militari, si segnala:
Torre telemetrica (Località: via Foscarini; Stato di conservazione: esistente).

In relazione al periodo 1940-1945 è possibile segnalare le seguenti opere (da nord a sud):
● due piazzole per cannoni contraerei, all'interno di forte 'San Felice';
● tre bunker, all'interno dell'ex batteria 'Sottomarina';
● 'tobruk' in via San Felice, nelle adiacenze dell'ex batteria 'Sottomarina';
● bunker in via San Felice, all'interno di un giardino privato;
● bunker parzialmente sprofondato nella sabbia in via San Felice, all'interno di un parcheggio pubblico;
● 'tobruk' in via San Felice, all'interno di un parcheggio pubblico;
● 'tobruk' in v.le San Marco, all'interno di un giardino pubblico;
● almeno nove bunker in località Brondolo, nei terreni adiacenti l'incrocio tra la statale Romea e via Padre Venturini (area all'epoca occupata da forte 'Brondolo').

_________________________
1 La prima linea era strutturata sulla batteria 'Gorzon', sul forte 'San Michele', il ridotto 'Brondolo', la batteria 'Bussola' e il ridotto 'Porto di Brondolo' (successivamente venne impostato un trinceramento più interno che da Brondolo giungeva al mare, munito di cinque lunette). La seconda linea era composta dal trinceramento dell'isola di Chiodina e dalla chiesa trincerata e dalla testa di ponte 'Madonna Marina'. La terza linea era basata sul trinceramento di Sottomarina e sul forte 'San Felice', oltre a batterie sui murazzi e presso l'isola delle saline (MORSIANI M. Alessandra, Le fortificazioni ottocentesche della piazzaforte marittima di Venezia, in: 'Castellum. Rivista dell'Istituto Italiano dei Castelli', nn.29/30 (1988-1989), pagg. 45, 48).
2 CAPPAI Carlo - SEGANTINI Maria Alessandra, La costruzione della difesa militare della laguna di Venezia dalla caduta della Repubblica al Regno d'Italia, in: CALABI Donatella (a cura di), Dopo la Serenissima. Società, amministrazione e cultura nell'Ottocento veneto, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 2001, pag. 524.
3 Nel 1913 erano armati solo i forti San Felice e Brondolo, oltre alla batteria Penzo. Forte San Michele era adibito a polveriera ('Stato di efficienza delle opere militari della piazza al 1 aprile 1913', in: SCROCCARO Mauro, I forti alla guerra: La Piazza di difesa marittima di Venezia e il Campo trincerato di Mestre durante la prima guerra mondiale, Milano, Biblion Edizioni, 2011, pagg. 22-25.

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