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Uno sguardo sulle fortificazioni italiane in età contemporanea

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Alessandria

La guerra di Successione Spagnola (trattati di Utrecht, 1713-1715) aveva assegnato il Monferrato e la Lomellina al duca di Savoia Vittorio Amedeo II. La posizione di Alessandria – fra i fiumi Tanaro e Bormida – venne giudicata eccellente al fine di difendere le nuove acquisizioni territoriali. I lavori si concentrarono sull'altra sponda del Tanaro dove, a partire dal 1732, venne eretta una fortezza (la cosiddetta cittadella) nel sito fino ad allora occupato dal borgo fortificato di Borgoglio. Il progetto, di Ignazio Bertola, prevedeva un'opera a pianta esagonale, munita di bastioni con orecchioni e fianchi concavi. Due cavalieri si ergevano sul bastione rivolto verso la città (Santa Cristina) e su quello opposto (San Carlo). Un fossato, quattro falsabraghe (solo sui fronti esposti), sei rivellini (uno per ciascuna cortina) e nove controguardie (una per ciascun bastione e rivellino, tranne quelli prospicienti il fiume) proteggevano il perimetro. Le vie di accesso erano due, ricavate al centro di altrettante cortine: una antistante la città ed una sul lato opposto. I quattro rivellini sui fronti esposti vennero muniti di ridotti intorno alla seconda metà del Settecento.
La fortezza fu sottoposta ad assedio nel 1745-1746, durante la guerra di Successione Austriaca, resistendo con successo per sette mesi agli assalti franco-ispanici. Diverso fu il suo destino in epoca Rivoluzionaria: il 21 luglio 1799 i soldati francesi di presidio, dopo appena diciannove giorni di resistenza, si arresero alle truppe Austro-russe appartenenti alla Seconda coalizione.
L'esito positivo della seconda campagna napoleonica in Italia, in conseguenza della battaglia di Marengo (14 giugno 1800), ristabilì nuovamente il predominio transalpino nella pianura padana. Dopo la pace di Lunéville (9 febbraio 1801) il Primo Console si occupò della sistemazione difensiva del territorio e, in considerazione della ottimale collocazione geografica di Alessandria, ne richiese la trasformazione in grande piazzaforte di deposito, in sostituzione delle fortificazioni di Torino, Tortona e Milano, che sarebbero state demolite.
I progetti – curati da François-Charles-Louis Chasseloup-Laubat e, successivamente, anche da François-Didier Joseph Liédot – vennero stesi fra il 1802 e il 1808/18091. Essi prevedevano alcuni interventi alle mura urbane e alla cittadella (in particolare l'erezione di cavalieri, casamattati a due ordini di fucileria, nei quattro bastioni che ne erano privi), la fortificazione dell'isola a valle del Tanaro, la creazione di una testa di ponte sulla sponda destra del fiume, l'erezione di un poligono d'artiglieria e la costruzione di alcune mezzelune e lunette a copertura sia della cinta magistrale che della cittadella. Particolarmente rilevanti erano otto opere avanzate (fronts détachés), con tracciato a corona o mezza-corona: sei in destra Tanaro (Lodi, Mondovì, Marengo, Dego, Montenotte e Saorgio) e due in sinistra Tanaro (Asti e Valenza). Il piano difensivo venne completato entro il 1814, con l'esclusione della testa di ponte, dell'isolotto e delle due opere sulla sinistra del fiume2.
Molti degli elementi costituenti la piazzaforte vennero demoliti poco dopo la loro realizzazione: Vittorio Emanuele I di Savoia – ritornato a prendere possesso dei domini continentali con la caduta di Napoleone, il 20 maggio 1815 firmò un accordo con gli Austriaci che prevedeva l'abbattimento delle fortificazioni urbane alessandrine.
Le motivazioni strategiche che avevano visto la crescita dell'importanza militare della città erano però valide anche nel nuovo stato Sardo. Così nel 1826 (a cura di Luca Podestà) e nel 1837 (a cura di Domenico Chiodo e di Luigi Federico Menabrea), vennero stesi progetti di ricostituzione della piazzaforte, che – pur con alcune differenze – non si discostavano molto da quelli napoleonici, anche per sfruttare le tracce delle opere preesistenti atterrate3.
I primi lavori videro la luce negli anni 1830-1832 con l'edificazione di tre lunette sull'isola a valle del Tanaro, di una testa di ponte verso la città (con tracciato a corno) e di una mezza-corona a nord della cittadella (la cosiddetta opera di Valenza).
Ulteriori interventi vennero eseguiti nel 1848-18494 e soprattutto negli anni 1856-1859, quando venne completamente costituita una nuova cinta bastionata della città, non lungo il sedime originario bensì in posizione avanzata, inglobante la stazione ferroviaria5, sulle tracce delle opere a corona napoleoniche. Completavano le difese sei lunette (numerate da 1 a 6), a copertura di altrettante cortine, e tre forti staccati a tracciato poligonale (Bormida, Ferrovia e Acqui), questi ultimi posizionati alla distanza di almeno 700 metri dai salienti delle lunette di cinta6.
Negli anni successivi gli studi attinenti la piazza non vennero interrotti, ma 'dalla Unità d'Italia alla fine del secolo, nella cittadella e nelle altre opere difensive non vengono eseguiti lavori nuovi di carattere permanente. Soltanto all'inizio del XX Secolo, le opere del campo trincerato vengono integrate da otto torri corazzate: due presso il ponte della ferrovia Alessandria-Genova sulla Bormida, due presso il ponte degli Orti sul Tanaro, due presso il ponte della strada provinciale Alessandria-Martengo sulla Bormida, due presso il ponte della ferrovia sul Tanaro7'.
Proprio i primi anni del Novecento furono caratterizzati dai primi passi verso la smilitarizzazione della città: la vetustà dell'impianto difensivo, l'eccenticità rispetto alle possibili minacce, uniti alle esigenze urbanistiche civili portò al progressivo smantellamento del campo trincerato. Nel 1901 venne radiata la cinta magistrale e, tre anni dopo, il forte Acqui, l'opera Valenza, l'opera Galateri e tutte le difese esterne della cittadella8.
Nel secondo dopoguerra l'Esercito Italiano ha ceduto al Demanio statale gran parte delle sue proprietà: la cittadella, i forti staccati e la caserma Valfrè giacciono ora in stato di abbandono e devono trovare un nuovo utilizzo.

Le fortificazioni della piazza di Alessandria in sinistra Tanaro sono (in senso orario, procedendo per cerchi concentrici):
Cittadella (Anno di costruzione: 1732-1757 ca.; Tipologia: opera appartenente al sistema bastionato. Tracciato esagonale schiacciato con sei bastioni. Perimetro protetto da fossato, da falsabraghe, mezzelune, controguardie; Configurazione (fine XVIII Secolo, in senso orario): porta Reale, mezzaluna, bastione Santa Cristina, mezzaluna, bastione San Michele, controguardia, falsabraga, mezzaluna e ridotto di mezzaluna, controguardia, bastione San Tommaso, controguardia, porta del soccorso, falsabraga, mezzaluna e ridotto di mezzaluna, controguardia, bastione San Carlo, controguardia, falsabraga, mezzaluna e ridotto di mezzaluna, controguardia, bastione Beato Amedeo, controguardia, falsabraga, mezzaluna e ridotto di mezzaluna, controguardia, bastione Sant'Antonio, controguardia; Località: via Pavia; Coord.: 44.921420, 8.604446; Stato di conservazione: esistente; Modalità di accesso: parzialmente visitabile; Note: dismessa dal Ministero della Difesa nel 2007. All'interno delle mura si conservano tuttora in discrete condizioni numerosi edifici di origine militare: armeria/salle d'Artifice (poi caserma Montesanto), quartiere degli Artiglieri/Sant'Antonio (poi caserma Pasubio), palazzo del Governo (1762-1770 ca., poi caserma Beleno), quartiere San Carlo (1760-1767 ca., poi caserma Montegrappa), quartiere San Tommaso (1749-1750), quartiere San Michele (1769-1790 ca., già ospedale, poi caserma Giletti), magazzino viveri e munizioni (poi palazzina di comando), magazzino Genio (1831-1833 ca.), due polveriere alla prova (1749-1750 e 1742-1743, rispettivamente sui fronti di gola dei bastioni San Michele e Beato Amedeo). Sono scomparse la tettoia d'artiglieria e la polveriera sul fronte di gola del bastione Sant'Antonio);
Lunetta (Anno di costruzione: prima del 1850; Tipologia: opera a tracciato pentagonale, con impianto asimmetrico a lunetta; Coord.: 44.916349, 8.601420; Stato di conservazione: scomparsa);
Lunetta di Solero (Anno di costruzione: prima del 1850; Tipologia: opera a tracciato pentagonale, con impianto simmetrico a lunetta; Coord.: 44.915794, 8.597805; Stato di conservazione: scomparsa; Note: fianchi successivamente atterrati per la posa dei binari della linea ferroviaria Torino-Genova);
Lunetta (Anno di costruzione: prima del 1850; Tipologia: opera a tracciato pentagonale, con impianto simmetrico a lunetta; Località: adiacenze via F. Bima; Coord.: 44.917888, 8.598148; Stato di conservazione: scomparsa);
Lunetta (Anno di costruzione: prima del 1850; Tipologia: opera a tracciato pentagonale, con impianto simmetrico a lunetta. Fianchi obliqui, divergenti verso il fronte principale; Coord.: 44.920975, 8.593642; Stato di conservazione: scomparsa);
Lunetta (Anno di costruzione: prima del 1850; Tipologia: opera a tracciato pentagonale, con impianto simmetrico a lunetta; Coord.: 44.923980, 8.597129; Stato di conservazione: scomparsa);
Lunetta (Anno di costruzione: prima del 1850; Tipologia: opera a tracciato pentagonale, con impianto simmetrico a lunetta, con saliente ottuso. Fianchi obliqui, divergenti verso il fronte principale; Coord.: 44.927414, 8.600455; Stato di conservazione: scomparsa);
Lunetta (Anno di costruzione: prima del 1850; Tipologia: opera a tracciato esagonale, con impianto simmetrico a lunetta; Coord.: 44.927213, 8.605191; Stato di conservazione: tracce);
Opera di Valenza (Anno di costruzione: 1830-1832 ca.; Tipologia: opera a corno; Configurazione: mezzo-bastione, cortina, bastione e mezzaluna avanzata; Località: via Pavia; Coord.: 44.928255, 8.608366; Stato di conservazione: esistente; Note: radiata con Regio Decreto 08 Luglio 1904 n.358);
Isolotto Galateri (Anno di costruzione: 1830-1832 ca.; Tipologia: complesso fortificato a corpi staccati; Configurazione (1830): due lunette a tracciato poligonale irregolare e una mezzaluna irregolare; Località: adiacenze via Pavia; Coord.: 44.923742, 8.612904; Stato di conservazione: scomparsa; Note: fortificazioni all'epoca localizzate sull'isolotto omonimo, ora congiunto alla sponda sinistra del fiume. Radiato con Regio Decreto 08 Luglio 1904 n.358).

Le fortificazioni della piazza di Alessandria in destra Tanaro sono (in senso orario, procedendo per cerchi concentrici):
Testa di ponte (Anno di costruzione: 1830-1832 ca.; Tipologia: opera a corno; Configurazione: due mezzi-bastioni e una cortina; Località: adiacenze piazza Gobetti; Coord.: 44.917823, 8.610325; Stato di conservazione: scomparsa; Note: spianata prima del 1878);
Cinta magistrale (Anno di costruzione: seconda metà XVII Secolo, 1848-1849, 1856-1859; Tipologia: mura di cinta a linea bastionata; Configurazione (1745, in senso orario): porta Sotella, rocchetta, porta degli Orti, bastione delle Dame, rivellino Serena, bastione Santa Maria Velandia, rivellino degli Orti, bastione San Francesco, porta Ravanale, rivellino di porta Ravanale, bastione Monpavone (o Monte Pavone), bastione San Bernardino, porta Marengo, bastione di porta Marengo, castello (o cittadella), bastione del Castello, bastione Maddalena, porta di Genova, bastione di porta Genova, bastione dell'Acqua (o dei Cappuccini), bastione San Martino, rivellino Sesti, bastione San Domenico (o San Baudolino), rivellino, mezzobastione San Giuseppe; Configurazione (1878, in senso orario): bastione, lunetta n.6, bastione, porta Ravanale, bastione, bastione, lunetta n.5, bastione, bastione, lunetta n.4, bastione, porta Marengo, bastione, bastione, lunetta n.3, bastione, lunetta n.2, bastione, varco della linea ferroviaria, bastione, porta d'Acqui, bastione, bastione, lunetta n.1, bastione; Stato di conservazione: scomparsa);
Opera di Lodi (Demi Couronne de Bas Tanaro, poi Demi Couronne de Lodi) (Anno di costruzione: prima del 1814; Tipologia: opera a corno; Configurazione: due bastioni e una mezzaluna avanzata, munita di ridotto; Stato di conservazione: scomparsa; Note: spianata nel 1815);
Poligono di Artiglieria (Poligone de l'Artillerie) (Anno di costruzione: prima del 1814; Stato di conservazione: scomparso; Note: spianato nel 1815);
Opera di Mondovì (Demi Couronne de la Bas Bormida, poi Demi Couronne de Mondovì) (Anno di costruzione: prima del 1814, 1848-1849 ca.; Tipologia: opera a corno; Configurazione: due bastioni e una mezzaluna avanzata, munita di ridotto; Stato di conservazione: scomparsa; Note: spianata nel 1815. Un'opera analoga venne eretta sul suo sedime entro la metà dell'Ottocento);
Opera di Marengo (Tête de pont de la Bormida, poi Demi Couronne de Marengo) (Anno di costruzione: prima del 1814, 1848-1849 ca.; Tipologia: opera a corno; Configurazione: due mezzi-bastioni e una mezzaluna avanzata, munita di ridotto; Coord.: 44.912684, 8.628555; Stato di conservazione: scomparsa; Note: spianata nel 1815. Un'opera analoga venne eretta sul suo sedime entro la metà dell'Ottocento);
Opera di Dego (Couronne de la Haute Bormida, poi Couronne de Dego) (Anno di costruzione: prima del 1814, 1848-1849 ca.; Tipologia: opera a corona; Configurazione: tre bastioni e due mezzelune avanzate, munite di ridotto; Stato di conservazione: scomparsa; Note: spianata nel 1815. Un'opera analoga venne eretta sul suo sedime entro la metà dell'Ottocento);
Opera di Montenotte (Demi Couronne de la Porte de Gènes, poi Demi Couronne de Montenotte) (Anno di costruzione: prima del 1814, 1848-1849 ca.; Tipologia: opera a corno; Configurazione: due bastioni e una mezzaluna avanzata, munita di ridotto; Stato di conservazione: scomparsa; Note: spianata nel 1815. Un'opera analoga venne eretta sul suo sedime entro la metà dell'Ottocento);
Opera di Saorgio (Demi Couronne du Haute Tanaro, poi Demi Couronne de Saorgio) (Anno di costruzione: prima del 1814; Tipologia: opera a corno; Configurazione: due bastioni e una mezzaluna avanzata, munita di ridotto; Stato di conservazione: scomparsa; Note: spianata nel 1815);
Forte Bormida (Anno di costruzione: 1856-1859 ca.; Tipologia: opera a tracciato poligonale, con impianto simmetrico a lunetta. Fronte di gola a corona. Perimetro protetto da fossato e da otto caponiere; Località: via Grilla; Coord.: 44.905752, 8.650895; Stato di conservazione: esistente);
Forte Ferrovia (Anno di costruzione: 1856-1859 ca.; Tipologia: opera a tracciato dodecagonale simmetrico, composta da due corpi speculari – con impianto a lunetta poligonale – situati ai lati opposti della linea ferroviaria. Perimetro protetto da fossato e da dodici caponiere; Località: via del Chiozzetto; Coord.: 44.893980, 8.623900; Stato di conservazione: esistente; Uso attuale: centro sociale Forte Guercio);
Forte Acqui (Anno di costruzione: 1856-1859 ca.; Tipologia: opera a tracciato ottagonale regolare. Perimetro protetto da fossato e da otto caponiere; Località: via P. Sacco; Coord.: 44.893691, 8.598596; Stato di conservazione: esistente; Note: radiato con Regio Decreto 08 Luglio 1904 n.358).

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1 Cfr: MAROTTA Anna (a cura di), La cittadella di Alessandria: Una fortezza per il territorio dal Settecento all'Unità, Alessandria, Cassa di Risparmio di Alessandria, 1991, pagg. 55, 57, 122 (oppure: FARA Amelio, Napoleone architetto nelle città della guerra in Italia, Firenze, Olschki, 2006, tavv. nn.19, 23, 27).
2 La mezza-corona di Valenza e le fortificazioni sull'isolotto risultavano appena iniziate. Due lunette a tracciato pentagonale presidiavano il terreno della mezza-corona d'Asti. Cfr: Piano generale della città e cittadella d'Alessandria indicante lo stato della fortificazione alla fine del mese d’aprile MVCCCXIV, in: MAROTTA Anna (a cura di), op. cit., pag. 59.
3 Cfr: MAROTTA Anna (a cura di), op. cit., pagg. 61, 65; e: FARA Amelio, Luigi Federico Menabrea (1809-1896): Scienza, ingegneria e architettura militare dal Regno di Sardegna al Regno d'Italia, Firenze, Olschki, 2011, tavv. nn.VI, 21.
4 Entro tale data risultano parzialmente ricostituite la cinta magistrale bastionata e quattro opere esterne (Mondovì, Marengo, Dego e Montenotte). In sinistra Tanaro, la cittadella – oltre che dall'opera di Valenza – è protetta da sette lunette a tracciato poligonale. Cfr: Piano d'insieme della città, cittadella e opere distaccate coll'indicazione delle nuove opere di fortificazione eseguite attorno alla città negli anni 1848-1849, in: MAROTTA Anna (a cura di), op. cit., pag. 127 (oppure: FARA Amelio, Luigi Federico Menabrea cit., tav. n.23).
5 La tratta Asti-Alessandria-Novi Ligure, della linea ferroviaria Torino-Genova, era stata aperta il 1º gennaio 1850.
6 Cfr: Alessandria, IGMI, 1878, in: FARA Amelio, Luigi Federico Menabrea cit., tav. n.24. In tale data risultano scomparse la testa di ponte in destra Tanaro e una lunetta sul fronte sud-occidentale della cittadella. L'isolotto Galateri – con le sue opere difensive – è inglobato nella sponda sinistra del fiume.
7 Cfr: MAROTTA Anna (a cura di), op. cit., pag. 22.
8 Regio Decreto 20 Giugno 1901 n.231 'Che radia la cinta magistrale della piazza di Alessandria dal novero delle fortificazioni dello Stato' (G.U. 12 Agosto 1901 n.192) e Regio Decreto 08 Luglio 1904 n.358 'Che radia alcune opere di fortificazione delle piazze di Alessandria e Casalmonferrato' (G.U. 22 Settembre 1904 n.221). Alcune opere – fra cui forte Acqui – vennero venduti entro il 1909. Cfr: Relazione della Giunta Generale del Bilancio sul Disegno di Legge presentato dal Ministro del Tesoro (Carcano) nella seduta del 30 novembre 1909. Stato di previsione della spesa del Ministero della Guerra per l’esercizio finanziario dal 1° luglio 1910 al 30 giugno 1911. Allegato P (Elenco degli immobili venduti in applicazione delle leggi 5 maggio 1901, n.151 e 14 luglio 1907, n.496) (Camera dei Deputati, Atti, Relazioni 291-A, 291bis-A del 05 Maggio 1910) [[…] Forte Acqui in Alessandria […] Ex fortilizi della cinta di Alessandria - […] Ex fortilizi della cittadella di Alessandria (lotti 7 e 10) […]].

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