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San Michele al Tagliamento (VE)

Risale probabilmente al Regno Italico l'unica fortificazione edificata nell'Ottocento sul litorale bibionese, allora praticamente disabitato fatta eccezione per alcuni casoni1.
Dopo l'8 settembre i Tedeschi realizzarono un importante caposaldo in località Bevazzana, volto a controllare l'incile del canale omonimo ed il fiume Tagliamento2. Numerosi bunker – almeno dodici – sopravvivono ancor oggi. La maggior parte è situata lungo l'argine destro del fiume, i rimanenti in posizione più arretrata o lungo il canale. Un tratto di sbarramento anticarro a 'denti di drago' si trova in terreno privato a ponente della statale.
Conclusosi nella primavera del 1945 il Secondo Conflitto Mondiale in Italia, la nascente guerra fredda aprì un nuovo capitolo nella storia delle fortificazioni sul territorio.
Lo Stato Maggiore italiano individuò nel Tagliamento un'importante linea naturale di difesa qualora le forze armate sovietiche avessero superato la 'soglia di Gorizia'. L'ostacolo rappresentato dal fiume venne integrato tramite la costruzione di alcune postazioni fisse.
Come tipologia venne fatto riferimento a quanto realizzato dalla Wehrmacht – in Italia e altrove – nelle fasi finali della guerra: e cioè a strutture in cemento interrate, su cui era installata una torretta di carro con campo di tiro a 360°. Nello specifico vennero utilizzati scafi di carri ormai obsoleti (di solito M56 Pershing o M4 Sherman Firefly), che vennero 'annegati' in vasche di cemento (postazioni tipo 'P'). Per la difesa ravvicinata vennero utilizzate torrette di carri armate solo di mitragliatrici (M4 Sherman o M15/42), torrette fisse di provenienza germanica risalenti alla IIGM (Mg Panzernest) oppure cupole a quattro feritoie ex Vallo Alpino (postazioni tipo 'M'). Per armare tali opere venne costituiti reparti specifici, prima definiti 'da posizione' ed in seguito – a partire dal 1962 – 'd'arresto'.
Con la caduta del Muro di Berlino queste fortificazioni – peraltro ormai in via di obsolescenza – vennero rapidamente dismesse. Nel 1996 venne sciolto il 52° Battaglione Alpi, l'ultimo reparto della Fanteria d'Arresto preposto al loro utilizzo.
Attualmente non sono poche le fortificazioni postbelliche scampate alla fiamma ossidrica. L'esatta classificazione delle singole postazioni non è però agevole in quanto la torretta spesso veniva mascherata attraverso l'erezione di capanni metallici.
A San Michele al Tagliamento sopravvivono almeno cinque opere. Due di esse – oltre ai resti di una vasca per carro armato – si stagliano sull'argine, vicino al ponte stradale. Altre tre si trovano poco più a nord, lungo la strada. Sull'altra sponda del fiume (in territorio comunale di Latisana), lungo la linea ferroviaria erano posizionate almeno una postazione 'P' ed una 'PCO' (Posto Comando Osservatorio). La seconda esiste ancor oggi, mentre della prima sopravvive solo la vasca in cemento.
Da segnalare poi la presenza di un poligono militare – ora dismesso – a Bibione, non distante dal faro sul Tagliamento. Era una delle aree addestrative utilizzate dai reparti della fanteria d'arresto, e pertanto ospitava strutture ed armi del tipo di quelle realmente posizionate lungo le linee di difesa.

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1 'Protegge la Bocca di questo Porto [foce del Tagliamento, n.d.r.] una Batteria stabilita alla sinistra entrando nella medesima' (s.n., Il pilota pratico alla costa occidentale dell'Adriatico da Trieste al fiume Tronto ad uso de' naviganti-costieri che frequentano nell'esercizio del piccolo Cabotaggio i Porti e le Spiaggie adiacenti. Aggiuntevi, per iscorta, la Carta ridotta della stessa porzione di Golfo, ed alcune Note sul Littorale completivo la suddetta Costa Occidentale, dal Tronto al Capo Santa Maria di Leuca, Milano, Tip. Gio. Bernardoni, 1816, pag. 22). Carte topografiche risalenti alla prima Dominazione Austriaca non riportano la presenza di alcuna fortificazione (cfr: ROSSI Massimo (a cura di), Kriegskarte 1798-1805: Il Ducato di Venezia nella carta di Anton von Zach = Das Herzogtum Venedig auf der Karte Antons von Zach, Treviso/Pieve di Soligo (TV), Fondazione Benetton Studi Ricerche/Grafiche V. Bernardi, 2005, cart. n. XVI-14).
2 Il canale di Bevazzana e quello di Lugugnana creano una via d'acqua interna – per complessivi 6,5km – che scorre parallelamente alla spiaggia e collega il Tagliamento con Porto Baseleghe. Durante la Grande Guerra era stata sfruttata come via di collegamento.

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