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Uno sguardo sulle fortificazioni italiane in età contemporanea

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Milano

In quanto sede di numerose industrie di interesse bellico (Caproni, Innocenti, Isotta Fraschini, OM, Pirelli, Tecnomasio Italiana Brown Boveri, ecc.) oltre che di importanti infrastrutture, la città divenne presto un obiettivo di primaria importanza per le crescenti incursioni aeree Alleate. Le prime bombe caddero su Milano già nella notte del 15/16 giugno 1940, appena cinque giorni dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia. Ma fu soprattutto a partire dall'ottobre 1942 che i bombardieri cominciarono a colpire pesantemente il tessuto urbano.
Le opere predisposte alla difesa passiva si rivelarono inadeguate. Il primo ricovero antiaereo collettivo era stato realizzato presso l'Istituto 'Virgilio' già nel 1935 ma era stato seguito da pochi altri1. La penuria di materie prime (ferro e cemento in primo luogo) rese impossibile un massiccio piano di costruzioni durante il conflitto e così la protezione della cittadinanza venne affidata essenzialmente a ricoveri casalinghi di 'circostanza', cioè a cantine rinforzate e dotate di un minimo di attrezzature. Poche erano le abitazioni private dotate fin dall'anteguerra di strutture adeguate allo scopo.
Fra le strutture sorte in quegli anni, molte interessarono ovviamente i siti considerati maggiormente 'sensibili' (officine e centri di potere), al fine di proteggere le maestranze e le autorità dall'offesa aerea. Talvolta si trattava di opere non interrate ma che, al contrario, si elevavano verso il cielo, simili ad antichi obelischi o silos.

Fra le opere di origine bellica ancor oggi esistenti, al momento si ha notizie di:
● ricovero antiaereo industriale 'a torre' in via Adriano (area ex Magneti Marelli);
● tre ricoveri antiaerei industriali 'a torre' in via Pitteri, all'interno di una caserma (area ex Innocenti);
● ricovero antiaereo industriale fuori-terra in via Rubattino (area ex Innocenti);
● ricovero antiaereo collettivo 'a torre' in c.so Monforte, all'interno della Prefettura/Palazzo della Provincia;
● ricovero antiaereo collettivo interrato in c.so Monforte, all'interno del Palazzo della Provincia;
● ricovero antiaereo industriale in via Mecenate, all'interno di un centro sportivo (area ex Caproni);
● 'cabina di protezione' in p.zza Alfieri, all'interno di una residenza per anziani;
● 'cabina di protezione' all'interno del parco pubblico 'Cassina de' Pomm';
● almeno due 'cabine di protezione' lungo i binari del deposito FS di Milano Smistamento, in territorio comunale di Segrate. Il primo è osservabile percorrendo la linea Milano-Brescia. Il secondo è più interno.
● tre paraschegge lungo v.le Forlanini, all'interno dell'aeroporto di Linate;
A titolo di curiosità, è da segnalare che lo spazio sotto piazza Duomo – ora utilizzato dall'ATM Point e dalla biglietteria del Teatro alla Scala – era in origine un grande rifugio pubblico con copertura antibomba.

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1 Fra i ricoveri 'pubblici' approntati fin dal tempo di pace, uno si trova sotto la fontana di piazza Grandi e un altro nei sotterranei della Stazione Centrale: purtroppo al momento entrambi non sono visitabili.

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