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Uno sguardo sulle fortificazioni italiane in età contemporanea

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Genova

Dopo l'annessione della Repubblica di Genova al Regno di Sardegna, venne intrapreso un notevole piano di rafforzamento delle difese della città, sia ammodernando le opere già esistenti (forti Tenaglia, Sperone, Diamante, Castellaccio, Santa Tecla, Quezzi e Richelieu) sia creandone di nuove (forti Belvedere, Crocetta, Begato, Puin, Fratello Minore, Fratello Maggiore, San Giuliano, San Martino e Monteratti)1.
La progressiva inadeguatezza della piazzaforte nella seconda metà dell'Ottocento – in particolare di fronte ad un possibile sbarco o ad un bombardamento navale (ipotizzati in caso di crisi con la Francia) – venne prospettata durante i lavori della Commissione per lo studio della difesa dello Stato che portarono al cosiddetto 'Secondo Piano Generale delle fortificazioni'2. La Commissione ritenne unanimemente che la piazza di Genova dovesse 'essere conservata' e che a tale riguardo il fronte a mare dovesse essere 'riordinato ed esteso da Erselli a Vagno'3.
Alla fine dell'Ottocento le difese antinave constavano di quindici opere, in gran parte nuove e con armamento prevalentemente in barbetta4.
Il rapido evolversi degli strumenti di offesa obbligò però a riconsiderare l'intero sistema difensivo pochi anni dopo il completamente delle opere previste. La Commissione Suprema per la Difesa dello Stato nel 1913, principalmente spinta dal timore delle conseguenze di un bombardamento navale, optò per l'abbandono della piazzaforte al fine di poter dichiarazione Genova 'città aperta'5.
Nel primo dopoguerra la difesa venne affidata essenzialmente alla deterrenza rappresentata dalla vicina base navale di La Spezia. Le uniche eccezioni erano rappresentate dalla batteria 'Giorgio Mameli'6, armata con tre cannoni da 152/50, e dalle batterie AT.298 e AT.339 (entrambe armate con quattro cannoni da 102/35). Numerose furono invece le batterie contraeree collocate nei forti o nelle alture circondanti la città7.
Un notevole rafforzamento delle fortificazioni si ebbe solo a guerra iniziata, sotto la spinta di alcune incursioni navali Alleate (francese del 14 giugno 1940 e inglese del 9 febbraio 1941). Monte Moro divenne sede di postazioni antinave (200^8 e 251^9 batteria RE) e così pure le alture adiacenti Arenzano (250^ batteria RE).
Dopo la proclamazione dell'armistizio, le forze tedesche misero mano al sistema difensivo al fine di impedire la conquista dell'importante porto da parte degli Alleati. Alcuni dei cannoni antinave già in posizione vennero protetti con casematte in cemento 'a guscio di tartaruga' (Schartenstände) sul modello di quelle edificate in gran numero lungo le coste atlantiche. Batterie antisbarco vennero insediate a San Giuliano, a punta Vagno, a Quarto (nei pressi di villa Carrara) e a Quinto (nei pressi del tiro a segno). Bunker per cannoni controcarro e per armi automatiche vennero realizzati lungo tutta la linea costiera. Muri antisbarco vennero eretti lungo le rive a Pra e Voltri.
Il sistema fortificato non ebbe modo di essere messo alla prova. Sole le batterie del caposaldo di Monte Moro intervennero contro due unità navali Alleate il 26 aprile 1945: si arresero alle truppe della 92^ Infantry Division due giorni dopo.

Sinteticamente, i forti e le batterie della piazza di Genova sono (all'incirca da ovest ad est):
Forte 'Casale Erselli' (poi Batteria AT.298) (Anno di costruzione: 1888 ca.; Armamento originario: sei cannoni da 15 GRC Ret. + dieci cannoni da 9 BR Ret. + due cannoni da 57 in torretta a scomparsa; Armamento (IIGM): quattro cannoni da 102/35; Località: via Melen);
Forte 'Monte Croce' (Anno di costruzione: 1888 ca.; Armamento originario: quattro cannoni da 15 GRC Ret. + dodici cannoni da 9 BR Ret. + due cannoni da 57 in torretta a scomparsa; Armamento (IIGM): quattro cannoni da 102/35; Località: Monte Croce; Stato di conservazione: scomparso; Note: demolito verso il 1960 per lo spianamento della collina omonima su cui sorgeva);
Forte 'Monte Guano' (Anno di costruzione: 1888 ca.; Armamento originario: quattro cannoni da 12 ARC Ret. in cupola + due mortai da 15 AR Ret. in barbetta + tre cannoni da 57 in torretta a scomparsa; Armamento (IIGM): quattro cannoni da 76/45; Località: via Monte Guano; Proprietà: privata; Note: danneggiato per esplosione interna l'8 novembre 1923. Intorno al 1940 venne adibito a sede della 26^ batteria contraerea 'San Giorgio');
Forte 'Belvedere' (poi Forte e Batteria 'Inferiore di Belvedere' (Anno di costruzione: 1815-1827 ca.; Armamento (fine Ottocento): due cannoni da 16 GR + quattro obici da 15 GR + due mitragliatrici + sei obici da 28 GRC Ret.; Armamento (IIGM): quattro cannoni da 76/45; Località: salita G.B. Millelire; Altitudine: 215m s.l.m.; Note: Il sito era già stato fortificato con due ridotte durante l'assedio del 1747. Nel 1889 subì radicali trasformazioni in occasione della realizzazione della batteria Inferiore di Belvedere. Durante la II Guerra Mondiale venne adibito a sede di batteria contraerea);
Batteria 'Superiore Belvedere' (Anno di costruzione: 1889 ca.; Armamento: quattro obici da 24 GRC Ret.);
Forte 'Crocetta' (Anno di costruzione: 1818-1830 ca.; Armamento (fine Ottocento): due cannoni da 16 GR + otto obici da 21 GRC Ret.; Località: salita Forte della Crocetta; Altitudine: 145m s.l.m.; Note: Il sito era già occupato da un convento dei Padri Agostiniani, fortificato durante l’assedio del 1747);
Forte 'Tenaglia' (Anno di costruzione: 1815-1836 ca.; Armamento (1842): sette cannoni da 32 + due obici lunghi + due petrieri + due mortai; Armamento (IIGM): quattro cannoni da 88/56; Località: via al Forte Tenaglia; Altitudine: 208m s.l.m.; Note: la conformazione attuale risale agli anni '20-'30 dell'Ottocento. Il sito era già occupato dalla cosiddetta bastia di Promontorio, risalente al XV Secolo e demolita nel 1633 in occasione della realizzazione delle Nuove Mura. Una prima serie di miglioramenti venne attuata negli anni 1801-1814. Durante la II Guerra Mondiale venne adibito a sede della 7^ batteria contraerea. Venne danneggiato a causa di un bombardamento aereo Alleato);
Torre 'delle Bombe' (Anno di costruzione: 1820 ca.; Stato di conservazione: ruderi; Note: costruzione non portata a termine);
Torre 'di Monte Moro' (Anno di costruzione: 1820 ca.; Località: via Zella; Altitudine: 222m s.l.m.; Stato di conservazione: ruderi; Uso attuale: non utilizzata; Note: costruzione non portata a termine);
Torre 'Granarolo' (Località: via ai Piani di Fregoso; Altitudine: 275m s.l.m.; Stato di conservazione: ruderi; Uso attuale: non utilizzata; Note: costruzione non portata a termine);
Torre 'Monticello' (Località: via ai Piani di Fregoso; Altitudine: 300m s.l.m.; Stato di conservazione: ruderi; Uso attuale: non utilizzata; Note: costruzione non portata a termine);
Batteria 'San Benigno' (Anno di costruzione: 1852-1860 ca.; Armamento: sei cannoni da 32 GRC Ret.+ quattro cannoni da 24 GRC Ret.; Località: capo di Faro; Stato di conservazione: scomparsa; Note: il sito era stato fortificato con batterie già dalla fine del Seicento. Le opere ottocentesche vennero demolite in conseguenza della decisioni di spianare il colle San Benigno per esigenze urbanistico/viabilistiche. I lavori – iniziati nel 1930 – terminarono nel secondo dopoguerra. Durante la II Guerra Mondiale quanto restava del promontorio venne adibito a sede di batteria contraerea);
Batteria 'della Lanterna' (Anno di costruzione: XVIII-XIX sec.; Armamento: otto obici da 24 GRC Ret.; Località: capo di Faro; Stato di conservazione: scomparsa; Note: si trattava di un complesso di cinque distinte opere risalenti a varie epoche. I numeri distintivi erano: n.48/'Caserma e Terrazzo della Porta Nuova', n.49D/'Casamatta al Nord', n.49E, n.50 e n.51/'Batteria a fior d'acqua della Lanterna'. Nel 1878 quest'ultima venne demolita e il suo nome venne preso da una nuova opera basata su due livelli, la prima armata con cannoni in casamatta e la seconda con otto obici da 24 GRC Ret. in barbetta);
Batteria 'Angeli' (Anno di costruzione: 1889 ca.; Armamento: otto obici da 28 GRC Ret.; Località: bastione Porta Angeli, via Mura di Porta Murata; Note: durante la II Guerra Mondiale venne adibito a sede del Comando 4° Gruppo Contraerei);
Batteria 'Granarolo' (Anno di costruzione: 1889 ca.; Armamento: dieci obici da 24 GRC Ret.; Località: Via Bianco);
Forte 'Begato' (Anno di costruzione: 1818-1836 ca.; Armamento: sei cannoni da 32 + otto cannoni da 8 + tre obici lunghi + due obici corti + due petrieri da pol. 19 + due mortai da pol. 10 + dodici cannoncini; Armamento (IIGM): quattro cannoni da 88/56; Località: via al Forte di Begato; Altitudine: 475m s.l.m.; Note: Durante la II Guerra Mondiale venne adibito a sede di batteria contraerea);
Forte 'Sperone' (Anno di costruzione: XVIII sec.-1830 ca.; Armamento: undici cannoni da 32 + sei cannoni da 16 + un cannone da 8 + nove obici lunghi + due petrieri + tre mortai + dieci cannoncini; Località: monte Peralto, via del Peralto; Altitudine: 489m s.l.m.);
Forte 'Puin' (Anno di costruzione: 1815-1830 ca.; Armamento (metà Ottocento): due cannoni da 8 + due obici lunghi + due petrieri + quattro cannoncini; Località: monte Moisé; Altitudine: 508m s.l.m.);
Forte 'Fratello Minore' (Anno di costruzione: 1815-1830 ca.; Armamento: tre cannoni da 12 GRC Ret. + un cannone da 9 BR Ret.; Località: Monte Spino; Altitudine: 620m s.l.m.);
Forte 'Fratello Maggiore' (Anno di costruzione: 1815-1825 ca.; Armamento: un cannone + tre obici; Armamento (IIGM): quattro cannoni da 88/56; Località: Monte Sellato; Altitudine: 644m s.l.m.; Stato di conservazione: scomparso; Note: demolito negli anni '30 per insediarvi una batteria contraerea);
Forte 'Diamante' (Anno di costruzione: 1756-1796 ca.; Armamento: cinque obici + due cannoncini; Località: monte Diamante; Altitudine: 624m s.l.m.; Note: Rimodernato nella prima metà del XIX Secolo);
Forte 'Castellaccio' (Anno di costruzione: 1818-1836 ca.; Località: via del Peralto; Altitudine: 362m s.l.m.; Note: la conformazione attuale risale agli anni '20-'30 dell'Ottocento. Il sito era già occupato da un castello risalente al 1319 e rimodernato nel 1530. Le sue strutture vennero in parte riutilizzate nel 1633 in occasione della realizzazione delle Nuove Mura);
Torre 'della Specola' (o Forte 'Specola') (Anno di costruzione: 1817-1825 ca.; Località: via del Peralto; Altitudine: 362m s.l.m.);
Batteria 'San Simone' (Anno di costruzione: 1889 ca.; Armamento: sei obici da 28 GRC Ret.; Armamento (IIGM): quattro cannoni c.a.; Località: salita superiore San Simone/via Chiodo; Stato di conservazione: scomparsa; Note: durante la II Guerra Mondiale venne adibito a sede di batteria contraerea. Venne distrutta nel secondo dopoguerra);
Torre 'San Simone' (o 'delle Chiappe') (Località: via Carso/via Cima di San Pantaleo; Stato di conservazione: ruderi; Uso attuale: non utilizzata; Note: costruzione non portata a termine);
Torre 'Sant'Erasmo' (Località: via Carso/via di San Pantaleo; Altitudine: 190m s.l.m.; Stato di conservazione: ruderi; Uso attuale: non utilizzata; Note: costruzione non portata a termine);
Torre 'San Bernardino' (Anno di costruzione: 1820-1825 ca.; Armamento: un cannone da 9 BR; Località: via San Pantaleo; Altitudine: 205m s.l.m.; Proprietà: Comune di Genova);
Torre 'Zerbino' (Località: corso Monte Grappa; Stato di conservazione: scomparsa; Note: demolita nel 1936 per la realizzazione della Scuola della Fascista Giovane, poi Istituto di Magistero);
Batteria 'di Malapaga' (Località: porta Siberia);
Batteria 'Cava' (Anno di costruzione: 1878 ca.; Armamento: otto cannoni da 24 GRC Ret.; Località: corso Aurelio Saffi; Stato di conservazione: scomparsa; Note: realizzata nelle adiacenze di un'omonima batteria, nel 1914 venne disarmata ed adibita a deposito militare. Parte delle strutture vennero demolite nel 1930 e le rimanenti nel secondo dopoguerra);
Batteria 'Stella' (Anno di costruzione: 1846 ca.; Armamento: sei cannoni da 9; Località: via dei Pescatori; Uso attuale: sede di uffici della Direzione Generale degli Armamenti Navali; Note: nel maggio 1883 venne adibita a faro);
Batteria 'Strega' (Anno di costruzione: XVII sec.-1878 ca.; Armamento: cinque cannoni da 32 GRC Ret. + sei obici da 24 GRC Ret.; Località: via Vannucci; Stato di conservazione: scomparsa; Note: Già esistente nel Seicento, venne ristruttura nel 1878. Era suddivisa in due batterie: Inferiore e Superiore. Venne demolita intorno al 1926 per esigenze residenziali);
Batteria 'Vagno' (poi Batteria AT.339) (Anno di costruzione: 1745-1746 ca.; Armamento (1771): otto cannoni; Armamento (1891): quattro cannoni da 24 GRC Ret. Lungo + due cannoni da 15 AR Ret.; Armamento (IIGM): quattro cannoni da 102/35, poi quattro cannoni da 88/56; Località: punta Vagno; Note: l'opera venne ammodernata durante l'età napoleonica e nel 1888. Durante la II Guerra Mondiale venne adibito a sede di batteria contraerea, e vi vennero costruiti tre bunker);
Batteria 'Sopranis' (Anno di costruzione: 1745 ca.; Armamento: due cannoni; Località: San Giuliano, corso Italia/via Quarnaro; Stato di conservazione: scomparsa; Note: abbandonata in seguito alla costruzione del vicino forte San Giuliano);
Forte 'San Giuliano' (Anno di costruzione: 1826-1836 ca.; Armamento: sette cannoni da 16 + tre cannoni da 8 + sette obici lunghi + un petriero + venti cannoncini; Armamento (IIGM): otto cannoni da 76/45; Località: corso Italia; Uso attuale: sede del Comando provinciale dei Carabinieri; Note: intorno al 1937 venne adibito a sede di batteria contraerea);
Batteria 'San Giuliano' (Anno di costruzione: 1889 ca.; Armamento: sei obici da 28 GRC Ret.; Località: forte San Giuliano);
Forte 'San Martino' (Anno di costruzione: 1820-1832 ca.; Armamento (fine Ottocento): quattro cannoni da 16 GR + sei obici da 21 GRC Ret. + quattro cannoni da 9 BR Ret. + due mortai da 9 BR Ret.; Armamento (IIGM): quattro cannoni da 76/45; Località: collina di Papigliano, via forte di San Martino; Altitudine: 88m s.l.m.; Note: Durante la II Guerra Mondiale venne adibito a sede di batteria contraerea);
Batteria 'San Martino' (Anno di costruzione: 1889 ca.; Armamento: quattro obici da 24 GRC Ret.; Altitudine: 88m s.l.m.);
Forte 'Santa Tecla' (Anno di costruzione: 1747-1833 ca.; Armamento (metà Ottocento): sei cannoni da 24 + cinque cannoni da 8 + cinque obici lunghi; Località: salita superiore di Santa Tecla; Altitudine: 161m s.l.m.; Note: Il sito era già stato fortificato con una ridotta durante l'assedio del 1747. Alla fine dello stesso iniziò la costruzione di un forte: i lavori terminarono nel 1751 prima del completamento e ripresero dopo l'annessione allo Stato Sardo);
Forte 'Quezzi' (Anno di costruzione: 1800-1814 ca.; Armamento: due cannoni da 16 + tre obici lunghi; Armamento (IIGM): sei cannoni da 76/45; Località: colle della Calcinara, via delle Rocche; Altitudine: 285m s.l.m.; Note: Il sito era già stato fortificato con una ridotta, non terminata, durante l'assedio del 1747. Durante la II Guerra Mondiale venne adibito a sede di batteria contraerea);
Torre 'Quezzi' (Anno di costruzione: 1818-1823 ca.; Armamento: due cannoni da 8 + due obici lunghi + due cannoncini; Località: via delle Rocche; Altitudine: 318m s.l.m.);
Torre 'Serralunga' (Anno di costruzione: 1819 ca.; Località: Serralunga; Altitudine: 436m s.l.m.; Stato di conservazione: ruderi; Uso attuale: non utilizzata; Note: costruzione non portata a termine);
Forte 'Monteratti' (Anno di costruzione: 1831-1842 ca.; Armamento: due cannoni da 16 + quattro obici lunghi + due petrieri + sei cannoncini; Armamento (IIGM): quattro cannoni da 76/45; Località: monte Ratti; Altitudine: 560m s.l.m.; Note: L'opera inglobava una preesistente torre circolare realizzata negli anni 1819-1826. Quest'ultima venne demolita negli anni '30 del Novecento in conseguenza della decisione di adibire il forte a sede di batteria contraerea);
Torre 'Montelongone' (Anno di costruzione: 1819 ca.; Altitudine: 510m s.l.m.; Stato di conservazione: ruderi; Uso attuale: non utilizzata; Note: costruzione non portata a termine);
Forte 'Richelieu' (Anno di costruzione: XVIII sec.-1827 ca.; Armamento (metà Ottocento): sette cannoni da 16 + un cannone da 8 + cinque obici lunghi + otto cannoncini; Località: colle dei Camaldoli, via Costa di Chiappeto; Altitudine: 415m s.l.m.; Uso attuale: sede di ripetitore RAI; Note: verso la fine del XIX Secolo, il forte venne rafforzato con due opere staccate con artiglierie in barbetta: la batteria Nord Richelieu e la batteria Sud Richelieu. Queste ultime durante la II Guerra Mondiale vennero adibite a sedi di batterie contraeree);

Fra le opere militari di origine bellica ancor oggi esistenti, al momento si ha notizie di (da ovest ad est):
● muro antisbarco con due 'tobruk' inglobati in località Vesima, lungo la SS1 Via Aurelia/via Rubens;
● bunker con 'tobruk' inglobato in località Vesima, sui rilievi lungo la SS1 Via Aurelia/via Rubens;
● bunker-osservatorio in località Crevari, lungo via Romana di Voltri;
● postazione in caverna munita di feritoia in località Mulino di Crevari, sugli scogli lungo la SS1 Via Aurelia/via Rubens;
● bunker per cannone c.c. in località Voltri, lungo via Romana di Voltri;
● complesso fortificato in località Voltri, presso villa Galliera;
● batteria contraerea in località Bric Michele;
● muro antisbarco in località Voltri, lungo via don Verità;
● due piazzole in cemento per cannoni c.a. in via II Dicembre 1944, nei pressi di un condominio;
● bunker per cannone antisbarco in località Pegli, lungo la SS1 Via Aurelia/via Pegli, alla base del Castelluccio;
● batteria a.n. 'G. Mameli' in località vetta di Pegli, v.le Modugno2;
● bunker per cannone antisbarco in località Pegli, sull'arenile lungo via Zaccaria;
● batteria contraerea in località Monte Penello;
● 31^ batteria contraerea in località Costa dei Pini Storti, via Monte Contessa;
● batteria contraerea in località Monte Gazzo, adiacenze salita Gazzo;
● batteria contraerea in località Bric dei Corvi, adiacenze via di Borzoli;
● 8^ batteria contraerea in località Bric Teiolo, adiacenze via di Borzoli;
● 9^ (poi 83^) batteria contraerea in località Monte Figogna, SP52 di Nostra Signora della Guardia (comune di Ceranesi);
● batteria contraerea in località Murta (Castellaro), adiacenze via Chiesa di Murta;
● batteria contraerea in località Murta (colle dei Poggi), adiacenze via Monterosso;
● bunker-magazzino in località Rivarolo, presso la stazione FS;
● batteria contraerea in località Teglia (monte Galletto), adiacenze via Ortigara;
● bunker-osservatorio, nei pressi di via San Bartolomeo del Fossato;
● batteria contraerea in località Costa di Begato, adiacenze via delle Baracche;
● batteria contraerea in località Monte Sellato (già forte Fratello Maggiore);
● 5^ batteria contraerea in località Monte Rostegasso (comune di Sant'Olcese);
● bunker, lungo il molo Duca di Galliera;
● bunker in località Righi, adiacenze Mura delle Chiappe, presso un'abitazione privata;
● tracce di bunker in località San Nazaro, nei pressi di punta Vagno;
● 'tobruk' in località San Giuliano, lungo la SS1 Via Aurelia/c.so Italia, presso forte San Giuliano (oggi Comando Provinciale Carabinieri);
● bunker-osservatorio in località San Giuliano, lungo la SS1 Via Aurelia/c.so Italia, nei pressi dell'abbazia;
● batteria contraerea, adiacenze via Loria;
● batteria contraerea in località Pianderlino, via Pianderlino;
● batteria contraerea in località Camaldoli, adiacenze via Berghini (già batteria ottocentesca Richelieu Sud);
● batteria contraerea in località colle dei Camaldoli, adiacenze via Berghini (già batteria ottocentesca Richelieu Nord);
● batteria contraerea in località Borgoratti;
● batteria contraerea in località Monte Creto, adiacenze sentiero delle Batterie;
● bunker per cannone antisbarco in località Quarto, lungo la SS1 Via Aurelia/via Cinque Maggio, presso una villa privata;
● complesso fortificato in località Monte Fasce, adiacenze via Monte Fasce;
● batteria contraerea in località Quarto Alta, adiacenze via dei Narcisi;
● due bunker per cannoni antisbarco in località Quinto, lungo la SS1 Via Aurelia/via Gianelli, nei pressi della chiesa di Sant'Erasmo al Mare;
● 'tobruk' in località Quinto, nei pressi dei giardinetti di p.le Rusca;
● 200^ batteria RE in località Monte Moro, nei pressi di via Caseggi;
● 15^ batteria contraerea 'La Dominante' in località Monte Moro, nei pressi di via Lanfranco;
● comando batterie e due basamenti radar in località Monte Moro, nei pressi di via Lanfranco;
● posto vedetta batterie in località Monte Moro;
● 251^ batteria RE in località Monte Moro, nei pressi di via Lanfranco;
● bunker-osservatorio in località Monte Moro, nei pressi di via Rio Murcarolo;
● bunker-osservatorio in località Sant'Ilario alto, nei pressi di via Cianà.

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1 Ad essi si aggiungevano un certo numero di torri circolari (delle Bombe, di Monte Moro, Granarolo, Monticello, della Specola, San Simone, Sant'Erasmo, San Bernardino, Zerbino, Quezzi, Serralunga, Monteratti e Montelongone). Un successivo ripensamento relativo alla loro utilità portò all'interruzione dei lavori quando ne erano state completate solo tre (San Bernardino, Quezzi e Monteratti).
2 Il 'Piano Generale delle fortificazioni per la difesa dello Stato presentato dal Ministro della Guerra Ferrero alla Commissione Parlamentare nel maggio 1884' e il successivo 'Fortificazioni del Piano Generale di difesa dello Stato da attuarsi per le prime conforme alla proposta fatta dal Ministro della Guerra Ferrero nel maggio 1884' rappresentavano il compendio dei lavori della Commissione per lo studio della difesa dello Stato. Nell'ottobre 1880 il Ministro della Guerra Bernardino Milon aveva costituito il Comitato di Stato Maggiore generale con l'incarico di redigere un nuovo piano per le fortificazioni del Regno. Il Comitato si era costituito in Commissione di studio e alla conclusione dei lavori nel maggio 1883 aveva tenuto ben centoundici sedute.
3 Lettera del ten. gen. Luigi Mezzacapo al ministro della Guerra Emilio Ferrero in data 20 dicembre 1881 e relativa alle conclusioni della sessione di novembre-dicembre della Commissione per lo studio della difesa dello Stato, citata in: GABRIELE Mariano, La frontiera nord dall'unità alla Grande Guerra (1861-1915). Piani e studi operativi italiani verso la Francia durante la Triplice Alleanza , Roma, USSME, 2005, pag. 78 e 385-418).
4 Forti Casale Erselli, Monte Croce e Monte Guano; batterie Belvedere, San Benigno, della Lanterna, Angeli, Granarolo, San Simone, Cava, Stella, Strega, Vagno, San Giuliano e San Martino.
5 In base alla Seconda Convenzione dell'Aia (1907), era 'vietato di attaccare o di bombardare, con qualsiasi mezzo, città, villaggi, abitazioni o edifizi che non siano difesi' (IV Sezione: Leggi e consuetudini della guerra terrestre, art.25). La smobilitazione delle difese avvenne dopo lo scoppio della I Guerra Mondiale, con Regio Decreto 6 Agosto 1914 n. 835 'col quale, sulla proposta del Ministro della Guerra, le opere di difesa della piazza di Genova (fronte a mare e fronte a terra), vengono radiate dal novero delle fortificazioni dello Stato' (pubblicato sulla G.U. del 19 Agosto 1914 n.198). Per una sintesi del dibattito del maggio/giugno 1913 si veda, ad esempio: GABRIELE Mariano, op. cit., pagg. 302-305). La Commissione Suprema per la difesa dello Stato era stata istituita con Regio Decreto 19 Luglio 1899 n.331 (pubblicato sulla G.U. del 25 Agosto 1899 n.198). Ad essa doveva essere deferito 'lo studio di tutte le questioni interessanti la preparazione, in tempo di pace, della difesa terrestre e marittima'. Ne facevano parte il Principe Ereditario, il Duca di Genova, generali ed ammiragli. La sua composizione era stata modificata in conseguenza dei Regi Decreti 8 Novembre 1900 n.381 e 2 Febbraio 1908 n.35.
6 La Batteria 'Amm. Giorgio Mameli' era stata edificata nel 1935 sopra l'abitato di Pegli, nel sito precedentemente occupato dalla batteria contraerea 'Bric Castellaccio' (armata con pezzi da 76/40 CA). Era armata con tre cannoni antinave da 152/50 A 1918, oltre ad un pezzo da 120/40 destinato al tiro illuminante. La direzione di tiro era ospitata in una casamatta sormontata da un telemetro. All'interno dell'area erano presenti i due depositi (proietti e cariche di lancio), l'edificio del corpo di guardia e quello delle cucine. La guarnigione era invece alloggiata in due ville site nelle vicinanze. La via di accesso era protetta da un bunker. Dopo la proclamazione dell'armistizio, il sito venne occupato dalle forze germaniche che eressero una massiccia casamatta in cemento 'a guscio di tartaruga' a protezione di uno dei pezzi. Attualmente l'area è stata trasformata in giardino pubblico, dedicato ai caduti di Nassiriya. I locali un tempo adibiti a deposito munizioni sono stati affidati alle cure dei soci del C.L.S.M. (Coordinamento Ligure Studi Militari) che vi hanno stabilito la loro sede ed allestito un piccolo museo storico.
7 All'entrata in guerra dell'Italia, la 3^ legione della M.A.C.A. (Milizia Artiglieria Contro Aerei, 'La Dominante') – preposta alla difesa della città – era costituita da ventisei batterie prevalentemente armate con cannoni da 76/45 (facevano eccezione la 28^ e la 29^, armate con quattro cannoni da 102/35 (MALFETTANI Pierfranco - MONTAGNANI Marco, La difesa contraerei di Genova nel giugno del 1940, in: 'Storia Militare', Anno XXV, n.284, Maggio 2017, pagg. 27-36).
8 La 200^ batteria RE, è raggiungibile dall'abitato di Quinto percorrendo la strada militare che inizia nei pressi del cimitero. Era armata con tre cannoni antinave da 152/45 posizionati su piazzole scoperte (due di queste armi vennero protette da strutture in cemento a 'guscio di tartaruga' in periodo post-armistiziale). I locali di servizio e la polveriera si trovavano in galleria, come anche la direzione di tiro: all'esterno emergevano solamente il bunker-osservatorio e il telemetro, ora ridotto a semplice pozzo circolare. Nel sito sono presenti anche tre piazzole per armi contraeree, alcune garitte ed edifici (fra cui la palazzina comando), i basamenti della teleferica oltre a consistenti trinceramenti.
9 La 251^ batteria RE era armata con due cannoni antinave da 381/40 alloggiati in una torre binata, e provenienti dagli stock destinati alle mai completate corazzate della classe 'Caracciolo'. I locali destinati alla polveriera e ai generatori di corrente si trovavano in galleria mentre parte dei locali di servizio e degli alloggiamenti erano ospitati in edifici esterni, siti lungo un sentiero sul fianco del rilievo montuoso. Poco distante il bunker D.T. mentre l'osservatorio – fuori terra – si trovava ad una quota superiore. Attualmente il pozzo della torre è stato adibito a basamento di un ripetitore di telefonia cellulare.

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