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Uno sguardo sulle fortificazioni italiane in età contemporanea

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Turbigo (MI)

A partire dalla seconda metà del 1944 i Tedeschi iniziarono a fortificare gli argini di sinistra dei fiumi Po e Ticino. Le opere – per lo più a carattere campale – erano volte ad arrestare temporaneamente l'avanzata delle truppe Alleate in caso di sfondamento della Linea Gotica e/o delle Alpi Occidentali, consentendo così alla Wehrmacht di attestarsi sulle costituende linee nel Triveneto ('Blaue Vorstellung' e 'Voralpenstellung' (o 'Blaue Linie')). A Turbigo i preparativi iniziarono probabilmente nel mese di novembre1.
Lungo il Ticino i lavori procedettero fino alla fine della guerra e coprirono progressivamente gran parte della lunghezza del fiume, dal lago Maggiore a Pavia. Il sistema difensivo consisteva essenzialmente in trinceramenti, fossi anticarro, ricoveri ed osservatori, costruiti facendo ampio uso di legname. Per migliorare il campo di tiro vennero abbattuti gli alberi presenti lungo l'argine destro2.
Le modalità con cui si svolsero gli eventi bellici nell'aprile 1945, a seguito dell'ingresso degli Alleati nella pianura Padana, resero impossibile qualunque impiego operativo della linea, che nel frattempo aveva raggiunto un certo livello di complessità3. Dopo la guerra il recupero del legname e il riutilizzo dei terreni per usi civili cancellarono gran parte delle tracce.
Al momento è possibile segnalare l'esistenza di un'opera in cemento per arma automatica, con campo di tiro rivolto verso la riva, sita presso il ponte ferroviario/stradale sul fiume. Un breve trinceramento si trova in posizione arretrata, in località Costa Turbigina. Non molto distante, un piccolo ricovero antiaereo in galleria con pianta ad 'L', di probabile origine civile.

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1 'Uguale lavoro si sta eseguendo a nord e a sud del ponte di Turbino, dove una serie di paline regolarmente distanziate 100 metri una dall'altra, sta ad indicare la futura linea di escavazione', Rapporto n.61 del 29 novembre 1944, in: FORNARO Vincenzo, Il servizio informazioni nella lotta clandestina. 'Gruppo Montezemolo', Milano, Editoriale Domus, 1946, pag. 112.
'Confermo che ad ovest di Abbiategrasso, dal ponte di Vigevano a quello di Turbigo (40 km.) una striscia di 500 metri lungo il fiume è interdetta, notizia da connettere con i lavori di fortificazione già segnalati', Rapporto n.65 del 5 dicembre 1944, in: FORNARO Vincenzo, op. cit. , pag. 115.
2 'sulla riva destra continua il disboscamento, sulla riva sinistra invece è proibito tagliare gli alberi', Rapporto n.120 del 17 marzo 1945, in: FORNARO Vincenzo, op. cit. , pag. 213.
3 'Sulla sponda lombarda il sistema di fortificazione è più consistente sfruttando il fiume Ticino e le propaggini della vallata dello stesso. Consiste quasi ovunque di una linea di camminamenti varia da 250 a 200 m. Il camminamento dal punto più distante dal fiume e maggiormente occultato, termina in un rifugio chiamato bunker ma che non ha nessuna caratteristica del fortino. I camminamenti distano l'uno dall'altro circa 200 m, alcuni sono però stati allacciati fra di loro in modo da formare un unico camminamento lungo anche più di un chilometro. […] I camminamenti normalmente hanno una profondità di scavo di m 1,20-1,30, a cui devonsi aggiungere 20 cm circa di riporto della terra scavata sistemata ai lati. Hanno una luce interna media di 70 cm. […] In ogni camminamento vi sono in media dalle 8 alle 10 postazioni per mitragliatrice e per fucilieri, quindi ogni 8-10 postazioni vi è un rifugio o bunker. Alquanto arretrati rispetto alle linee furono costruiti altri bunker o rifugi simili ai descritti che però paiono dover servire come depositi di munizioni. Nei punti più dominanti ed in genere nei salienti volti al fiume, sono stati approntati degli osservatori con postazioni coperte. […] Nel tratto tra circa 4 Km a monte del ponte sul fiume Ticino sulla strada Turbigo-Galliate e quello della autostrada ne sono stati costruiti 5 sulla prima linea e circa altrettanti sulla seconda linea. Questi osservatori sono allacciati ai camminamenti con tratti di trincea di profondità 1,60-1,80 […]. Fra questo ponte [sulla strada Oleggio-Lonate, n.d.r.] ed un chilometro a nord dello scaricatore del Naviglio, cioè nei pressi della cascina S. Maria di Turbigo. La prima linea è interrotta (esiste in alcuni tratti solo scavo non fascinato) e viene ora costruita arretrata circa 500 metri dal fiume. Ad un chilometro a monte da questo scaricatore e lungo la sponda di esso, riprende la prima linea a correre parallela al Ticino sino a Pavia tranne alcune brevi interruzioni […], presso i ponti sul Ticino delle strade di importante comunicazione (es. strada Milano-Torino, autostrada, strada Galliate-Turbigo) furono costruite piccole gallerie sotto il terrapieno stradale o della linea ferroviaria. Tali gallerie sono larghe poco più di 1 m, alte 1,80 - 1,90 e si addentrano per circa 8 m. Parete e soffitto sono in calcestruzzo; sono collegate con camminamento ad una ridotta o fortino antistante, pure in calcestruzzo, addossato al terreno e con feritoia volta al fiume e così pure collegate alla prima linea di camminamenti', Bollettino in data 12 aprile 1945 del Corpo Volontari della Libertà, conservato presso l'Istituto per la Storia della Resistenza di Novara, citato in: CLERICI Carlo Alfredo - CAPELLETTO Francesco, Appunti per una storia delle fortificazioni moderne: la linea sul Ticino, in: 'Ieri Novara Oggi. Annali di ricerca contemporanea dell'Istituto Storico della Resistenza in provincia di Novara 'Piero Fornara', Novara, aprile 1996, pagg. 317-320.

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